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Utente: pappagheno
Nome: Andrew
Ex-studente Erasmus a Lisbona, Portogallo.

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mercoledì, 08 agosto 2007

le avventure continuano a Torino, ci si sposta tutti su questo triste mondo malato

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 11:51 | link | commenti (1)
parlando di preparazione, adeus
martedì, 17 luglio 2007

triste solitario y final

Ti sei mai fermato ad ascoltare
la pioggia quando cade?

Non hai mai seguito la voce
dentro una canzone?

Fermati con me, non andare via in fretta.
Il tempo fugge svelto, la musica è andata. 

Non ti sei mai chiesto chi muove
la luna e la marea?

Non hai mai pensato che il mondo
in fondo può cambiare? 

Fermati con me, non andare via in fretta.
Il tempo fugge svelto, la musica è andata. 

Spegni ora se vuoi, la musica è finita...

 

E' finita, è finita davvero. Tra qualche ora lascerò camera mia, già con le pareti di nuovo bianche e prenderò il camper che mi riporterà in Italia. E non mi è bastato lo spazio per raccontare tutto.

Non ho parlato di quanto amo Principe Real, non ho mai detto dell'aula studio di Civil al Tecnico, non ho raccontato della notte che ho dormito a casa delle pugliesi, della notte che mi sono addormentato a Martim Moniz aspettando il 208. Mancano i riflessi del sole sul Tejo, le nuvole grigie di novembre e i fiori del Parque Eduardo VII a marzo.

Non c'è stato spazio per tutti i compagni di viaggio, da Giovanni a Tobias, da Katrin la chimica tedesca a Evora la gallega col nome portoghese, da Andrea il sardo a Stefano il fiorentino.

Mancano i discorsi seri, quelli stupidi, quelli psichedelici e quelli ripetuti infinite volte. Manca skippare la lingua a metà conversazione, manca una parola piemontese in una conversazione qualsiasi. Manca il camice sporco in camera e la lavatrice che balla per la centrifuga.

Ci sono i viaggi, ma mancano le spiagge, ci sono i tormenti d'amore, ma mancano le amicizie spontanee. Mancano le case delle feste, ci sono i giorni dopo le feste. C'è una parte della colonna sonora, ma mancano i suoni di questa città, ci sono alcuni degli odori, ma la maggior parte manca.

Manca la mattina uscire sul balcone a guardare la fontana, mancano i pomeriggi dagli austriaci a bere vino caldo. Non ci sono i gnocchi di Sabrina e la fejoada di Patricia. Non ci sono le lasagne di Sara e il pollo di Aleka.

Mancano le comparse di questo film lungo un anno, senza le quali non avrebbe senso la storia, gli spacciatori della Baixa e gli amici baristi del Ga Ga Bar (Rua da Rosa 72) e dell'Alto Bar (che un giorno rinascerà a Barcelona), gli studenti portoghesi e le cameriere di Teresa Gato, Hugo di Guarda e Nadine di Mainz, fugace conoscenza di una sera che lascia un retrogusto amaro.

Manca Haidi l'ungherese, unica conquista femminile di una sera. Manca chi manca sempre, la persona più importante della mia vita che ho perso quando più ne avevo bisogno, tutto questo è per lei…

non sto piangendo sui tempi andati, o sul passato e le solite storie
perché è stupido far del casino su un ricordo o su qualche canzone
non voltarti, ti prego, nessun rimpianto per quello che è stato
che le stelle ti guidino sempre e la strada ti porti lontano


scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 11:07 | link | commenti (5)
parlando di adeus
sabato, 14 luglio 2007

adeus #12 (último)

Ancora aeroporto, ancora a cantare, ancora a farci guardare male dai portoghesi e dai turisti, ancora a pregare gli addetti di non farli pagare davvero, quei maledetti nove euro a chilo di bagaglio.

E' partita Gabriella, con cui ho condiviso la festa di arrivederci e molti giorni di questi ultimi mesi. Prima con un po' di diffidenza, poi con una complicità sempre maggiore. All'inzio sembrava essere una meteora, poi è diventata una presenza costante, in qualsiasi situazione. Con la sua voce potente, col suo accento strano, con quel taglio di capelli che ricorda chi si cerca disperatamente di non ricordare (senza riuscirci, ovvio).

Arveire, Gabri, arveire a Turin

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 21:18 | link | commenti
parlando di adeus
giovedì, 12 luglio 2007

Tomar, Portugal

[Tomar in portoghese significa prendere. Si usa in molti casi, e dà luogo a mille piadas e brincadeiras, in una scala di volgarità molto vasta]

Una compagnia conosciuta, famigliare, con due compagni di viaggio inaspettati.

Tornare al monastero-castello dove aveva sede l'ordine dei Templari. Tornare perché si era già stati, qualcosa come nove anni fa, ma senza ricordarsene. In un giorno di sole e di caldo insopportabile. Mischiandosi ad un gruppo di turisti italiani per non pagare il biglietto. Cercando disperatamente l'ombra, qualsiasi ne fosse la provenienza.

Nove anni dopo, tutto uguale (a parte la comitiva italiana). Un'illuminazione improvvisa, un particolare che ritorna di colpo, come una diapositiva dimenticata che all'improvviso viene colpita dalla luce e si riflette sulle pareti del cervello. E all'istante tutto torna chiaro, immagini tornano alla mente, odori al naso e suoni alle orecchie.

Il monastero di Tomar è semplicemente splendido, la città di Tomar è semplicemente naturale, le vie di Tomar sono semplicemente a-turistiche, le case di Tomar sono semplicemente portoghesi.

Tomar is the ancient venue of Templar knights order. It's a marvellous place, where you have to go. I've been there for the second time, after nine years...

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 00:20 | link | commenti (2)
parlando di viaggi
martedì, 10 luglio 2007

multi-adeus #11

[Da una settimana non vado a dormire prima delle 5. Tutto dipende da questo]

Due arrivederci segnati dall'alcool. Non mio. Quindi divertente e fastidioso insieme.

La festa di Nino il siciliano quasi per caso si è trasferita interamente a casa mia. Ed è finita a scrivere FORZA CATANIA e SALUZZO CAPITALE sulla sua pancia mentre lui si rotolava sul pavimento. Nino il siciliano l'ho incontrato troppo tardi, come molte persone qui. Ma ci sarà modo di recuperare in Italia. Buona strada!

(Sono andato a richiedere tutti i fogli per andare via. Che tristezza!)

Quando sono arrivato alla festa delle Svalvo (Francesca, Giuliana, Silvia e Valentina) nessuno capiva già più nulla. Avevo lasciato una cena per vegetariani e celiaci seguita da jam session jazz/blues/fado per chitarra, kazoo, ovetti, cucchiai, sgabello, sandalo e cavatappi. Alle Svalvo ho anche riparato il bagno che si stava allagando. Ma non sono riuscito a salutarle bene. Tutte insieme e ognuna per conto suo sono state una fonte inesauribile di affetto, risate e discorsi insensati. Che mancherà.

[Soundtrack: Konsertu - Mokarta]

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 14:30 | link | commenti (2)
parlando di alcool, adeus
domenica, 08 luglio 2007

festa de despedida #2

Sexta-Feira dia Treze de Julho
Friday July the Thirteen
Venerdì Tredici Luglio

Largo D. Estefânia, vintedois terceiro direito

vintetrês horas
eleven PM
ore ventitrè

Espero de ver todos vocês
I hope to see everybody of you
Spero di vedervi tutti

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 20:57 | link | commenti (1)
parlando di preparazione

Portimão e dintorni, Portugal

Avevo proprio bisogno di un weekend al mare, per riprendermi dalle fatiche dello studio (proficuo, in ogni modo, Ciência de Polímeros 14, Métodos de Separação 16, Introdução à Engenharia Química e Bioquímica 17).
E allora, sono partito. Senza fare milioni di parole o cercare invano un compagno di viaggio. Sono andato con una Volvo dove si potrebbe anche vivere, di notte, attraversando lo splendido Alentejo fino a raggiungere Portimão, nel famoso Algarve di cui tutti parlano.

Si sono aperte le porte di casa Drago Simão, si sono spalancate le braccia di una simpatica signora di mezz'età che senza nessun problema ha ospitato un amico straniero dei figli, che neanche parla tanto bene il portoghese. Ed è stata un'accoglienza favolosa.

L'affetto di João e Pedro, ritrovare il sosia di Casiraghi conosciuto a fine settembre, la migliore caipirinha del Sud, il miglior o com chouriço del paese non hanno prezzo. La spiaggia, la discoteca, una notte ad aspettare due ulteriori compagne di viaggio in arrivo, una Uno d'altri tempi, e ancora il bar sulla baia al tramonto. Risate e abbracci, libri e radio.

Un weekend unico con persone che mancheranno davvero, oltre ad essere gli unici portoghesi che posso davvero dire amici.

Peccato che Portimão sia in fondo oggettivamente brutta. Anzi, orribile.

Algarve. Beaches, discos, a lot of people. My Portuguese friends hosts me in their house, in a unforgettable weekend.


[La mia dirimpettaia è morta. Avevo così tanto rapporti con questa simpatica vecchina praticamente sorda che me l'hanno detto dopo due settimane, altrimenti non me ne sarei accorto]

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 20:51 | link | commenti
parlando di viaggi
giovedì, 05 luglio 2007

multi-adeus #10

[Questo blog non si sta trasformando in una pura sfilza di addii senza anima, messi qui solo per far figura e contare quanta gente ho conosciuto in questi mesi. Dietro ogni nome c'è un amico, un ricordo, un posto nel cuore, un passato e un presente, un futuro.]

The Catalans are leaving. Jordi and Anna will go away in some days. It's strange, I know them since November but it's like we met yesterday. Too much things we did together to write down all my memories about the both of them. But I know that two friends are going away, that kind of friends that you can always count on them, that kind of person that it's always nice to stay with, that kind of friends that go out with you at 1 'o clock just to talk a bit, if you need it.

[Soundtrack: Banda Bassotti - Bella Ciao. I know that you know it!]

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 19:57 | link | commenti (1)
parlando di adeus
mercoledì, 04 luglio 2007

adeus #9

Un addio lungo, lunghissimo, infinito. Un addio che non è un addio, perché non è possibile che lo sia davvero.

Della festa per Ilaria ho già detto, ma quello che è seguito è stato quasi meglio. In tanti, alcuni sporchi e puzzolenti, altri meno, tutti a casa a salutarla (e a prenderci i regali ), a mangiare, a dire le ultime cavolate e a ridere ancora una volta. E ancora tutti insieme, all'aeroporto a scommettere su quanto pesava la valigia, a farci una foto con l'autoscatto, ad abbracciarci e a piangere.

Ma tanto non finisce qui, di sicuro...

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 14:11 | link | commenti
parlando di adeus
martedì, 03 luglio 2007

ESTÁ NA BIBLIOTECA - NÃO FAÇA BARULHO

Non mi piace fare il resoconto delle feste, lo trovo un'attività perfettamente inutle (come dice sempre mio padre, insieme allo spalare la neve e all'ammazzare la gente). In fondo chi c'è stato, non deve farsela ricordare, e chi se l'è persa, beh, non gli interesserà molto.

Farò un'eccezione per l'arrivederci ad Ilaria. Iniziando dal fondo.

Sono le 9.30 e sono nella stanza del bucato col PC 'n fauda.
Ma perché? Perché cinque persone (ovvero, a partire dalla finestra, Gabriele, Ilaria, Nino, Sara, Gabriella) stanno dormendo nel mio letto. Fino a qualche minuto fa c'ero anch'io, poi li ho lasciati al loro destino. Ci siamo addormentati guardando Shrek 2, visto e rivisto migliaia di volte. Alle sei e mezza l'abbiamo iniziato, ma non siamo andati molto in là. O almeno mi pare di ricordare.
Eravamo appena tornati dal merendero di Rua Defensores de Chaves, per mangiare una cosa all'alba.

Con ordine, se faz favor!

Due settimane fa propongo a Ilaria di fare la sua festa da noi, che è meglio.
La settimana scorsa lo annunciamo a tutti.
Oggi (o meglio, ieri pomeriggio) si presenta a casa con due valorosi aiutanti con vino di pessima qualità, Porto, frutta. Insomma tutti gli ingredienti per una vagonata di sangria.
In mezzo a diversi imprevisti (tra i quali da ricordare insulti vari ed eventuali alla mamma/sorella/zia/cugina/nonna/parente donna generica/moglie dell'addetto alla sicurezza che non mi lasciava entrare al supermercato un minuto dopo l'orario di chiusura) è tutto pronto.
Anzi, gli ospiti già sono in casa mentre ancora sistemiamo gli ultimi particolari, e Sara è sotto la doccia.

Festa classica Erasmus, con molti italiani, che non vi starò a raccontare negli dettagli, insomma le conoscete.
Se non fosse per il fadista che ci delizia con la sua chitarra, con Giangi, Sabri, Francesca ad improvvisare versi dedicati ad Ilaria.
Se non fosse che ad un certo punto parte la danza del ventre. E non approssimativa, ma bella davvero.
Se non fosse che la francese fa l'asociale e poi la rompicoglioni, e di vivere con gente così ne hai piene le palle.

Se non fosse che, nonostante il sonno, non dormi, la mattina dopo.
E un invito quasi casuale si concretizzerà, di sicuro! Algarve, sarò da te tra poco...

Party at my home. At 9.30 I'm still awake writing in the laundry room.
And I'm preparing a trip to Algarve!

scritto da pappagheno alle ore (portoghesi) 09:34 | link | commenti
parlando di vita erasmus